venerdì 21 settembre 2012

L'ANTISIONISMO E' IL NUOVO NAZISMO

Foto: particolare della copertina del libro di David G. Dalin e John F. Rothmann "La mezzaluna e la svastica".

IL NAZISMO E' UN MALE ASSOLUTO DI NATURA RELIGIOSA, LA CUI ESSENZA NON E' CONVENZIONALMENTE CIRCOSCRITTA AI SOSTENITORI DI HITLER, MA MOSTRA IL SUO VOLTO PIU' PERICOLOSO LADDOVE SI PRESENTA IN MODO DISSIMULATO, INDOSSANDO LA MASCHERA DELL'ATTIVISMO PSEUDO-UMANITARIO.

"Voglio insistere sul fatto che gli ebrei hanno fatto di più per civilizzare gli uomini di qualsiasi altra nazione"
John Adams

"L'antisemita gode di ogni opportunità che gli consente di esprimere il suo pregiudizio. Al giorno d'oggi però, in Occidente, proclamare che si odiano gli ebrei è diventato molto impopolare. Di conseguenza, l'antisemita deve costantemente inventare nuove forme e nuove sedi per il suo veleno. Deve camuffarsi. E allora non dice più di odiare gli ebrei, ma solo di essere anti-sionista".
Marthin Luther King

Prima di iniziare questo articolo voglio fare una premessa fondamentale: l'Occidente senza gli ebrei sarebbe orfano della sua principale fonte di progresso civile, scientifico ed umanistico e il panorama della civiltà occidentale sarebbe radicalmente diverso da come lo conosciamo. Questo è, ribadisco, l'unico motivo delle persecuzioni antiebraiche, perpetrate da forze reazionare anti-illuministe, che si sono servite in passato del nazismo e del fascismo, ed ora si servono dell'antisionismo.

ISRAELE COME CAPRO ESPIATORIO DI VUOTI IDEOLOGICI ED ESISTENZIALI. IL FONDAMENTALISMO ANTISIONISTA E LE SUE RADICI PSICOLOGICHE

Il cambiamento epocale che ci vede protagonisti e spettatori è chiaramente caratterizzato da un inconcepibile confusione di ruoli e dalla perdita d'identità da parte delle grandi ideologie rivoluzionarie, delle quali non si riconoscono più i valori, le radici e i punti di riferimento. Assistiamo così a movimenti apolitici, senza storia e senza memoria, con vessilli di bandiere viola, arancioni e altri irrisori e strani simboli senza senso...o a movimenti epocali di una generazione che forse io in precedenza avevo idealizzato troppo (e me ne pento amaramente), ma che in realtà si mostra per lo più senza radici, contro tutto e contro tutti, ciecamente, senza consapevolezza di ciò che è stato ed è alla base del progresso democratico e sociale della nostra civiltà, perciò inacapace di fare gli interessi del proprio futuro. Questo è il punto: la mancanza di memoria, di punti di riferimento culturali, fattori che portano inevitabilmente all'autolesionismo e alla ricerca di capri espiatori in grado di colmare il vuoto ideologico ed esistenziale, in grado di far confluire nuovo sangue nelle vene: questo capro espiatorio che anima le zone morte della nostra epoca è appunto Israele. C'è bisogno di un nemico comune, aggregante, in grado di fungere da nuova religione e fonte di entusiasmo. Infatti chiunque può notare come l'argomento israelo-palestinese possa creare reazioni anche pericolose e squilibrate in persone che, normalmente, si possono considerare ragionevoli. Reazioni che non si verificherebbero per qualsiasi altra questione d'ingiustizia fra le innumerevoli esistenti al mondo. La causa principale del diffondersi di quest'emergenza sociale in occidente, ovvero questa dissociazione e questo  disorientamento culturale, genera svariate forme di "derive paradossali": così assistiamo alla presenza del catto-comunismo (vediamo per esempio il partito di Nichi Vendola), o, ancora, della pervasiva corrente islamo-comunista (che strizza l'occhio all'islam e ai terroristi palestinesi); tutte correnti di una pseudosinistra che non ha la capacità e il coraggio di riprendere le redini della propria ideologia e delle proprie radici storiche, trasformandosi così in burattino nelle mani di chi invece è molto sicuro di ciò che vuole: teocrazie islamiche e cattoliche, nuovi movimenti neo-nazisti, ecc...dai quali ormai è solo apparentemente separata, poichè condivide con questi elementi le posizioni più importanti e ne è lo strumento inconsapevole.
Il clero, per esempio, ha sempre trovato espedienti molto abili, utili alla propria sopravvivenza attraverso i cambiamenti epocali, camuffandosi e insinuandosi in tutte le varie correnti politiche, istituzioni, ecc...(i preti "progressisti" di riserva ci sono sempre, in ogni movimento sociale, perfino nei No Global) ammantando i propri precetti assolutistici con termini laici (diritti umani, democrazia, uguaglianza...); solo l'ideologia comunista è immune da questa  contaminazione ed una società priva di disuguaglianze e di privilegi comporterebbe la naturale fine delle religioni monoteistiche e di ogni superstizione. Ma c'è un elemento fondamentale, utile alla sopravvivenza delle teocrazie medievali, sia cattoliche che mussulmane, è un filo conduttore che si tramanda nei secoli nella mentalità delle masse e che, attraverso la confusione  di questo periodo  storico, trova nuova nuova linfa vitale, fino a diventare un filo conduttore che accomuna gli estremi di ogni corrente politica, dal neo-nazismo allo pseudo-comunismo e che ha come propri burattinai teocrazie ed assolutismi religiosi in lotta per la sopravvivenza: l'antisemitismo, oggi antisionismo.

Leggendo su internet fra i vari blog antisionisti, davvero sembra di vivere una dimensione pazzesca fuori dalla realtà, sotterranea e sconvolgente, con attestati di stima per Amadinejad e per la teocrazia iraniana da parte di individui che vivono liberi e sicuri a modo loro senza sapere di cosa stanno parlando, complicità ideologica con i terroristi islamici di Hamas, ecc...A un analisi attenta degli atteggiamenti e dei comportamenti (ricordiamoci che le nostre idee sono prevalentemente governate dalle emozioni e dalle impressioni immediate, che poi vengono giustificate mediante costruzioni mentali), si può facilmente dedurre l'illusoria infatuazione nei confronti di qualcosa che è lontano, che ci affranca dalla mediocrità della realtà quotidiana, che può facilmente catalizzare le insoddisfazioni e il senso d'impotenza mediante l'identificazione con i costumi e gli atteggiamenti estremi di popoli culturalmente arretrati, ma che comunicano inconsciamente il tipico fascino della convinzione e della fermezza di chi non ha strumenti culturali e vive nel sottosviluppo; lo stesso fascino che esercitavano sulle masse i gerarchi nazisti e i deliri di Hitler, in grado di riflettere e catalizzare, appunto, le frustrazioni di grandi masse di individui. Perciò il palestinese con la kefia, Arafat con una divisa simile a quella indossata da Che Guevara, i volti coperti...possono creare irrazionali associazioni mentali e diventare veicoli di identificazione e riflessione della propria volontà repressa. Inoltre bisogna porre l'attenzione sugli equivoci di cui si può essere facili prede, sul fatto che noi tendiamo, ovviamente, a interpretare gli avvenimenti ragionando con le nostre categorie e i nostri concetti (libertà, democrazia, rispetto dell'altro), non rendendoci conto, come quasi sempre capita, che essi non rientrano nelle nozioni di popoli chiusi da secoli dietro cortine di barbarie e sottocultura, ragioniamo con i nostri criteri laddove i nostri criteri semplicemente non esistono, non sono mai nati. Quando noi intendiamo "primavera" per "libertà", viene inteso come il ritorno al rifugio delle proprie superstizioni  e alla regressione; infatti ricordiamoci che nel 1978 la rivoluzione degli studenti iraniani ha portato il passaggio da un regime laico ad una teocrazia feroce. Non esiste il presupposto fondamentale per ogni cambiamento: il conflitto generazionale, che presso società monolitiche non può verificarsi. Quello che noi intendiamo per libertà, viene inteso per "libertà di imporre i propri dogmi", esattamente lo stesso meccanismo mentale della teocrazia cattolica, solo che quest'ultima non ha più il potere temporale per imporsi. Per questo è velleitario e utopico pensare di poterci ergere a salvatori di questi popoli, è una follia messianica di cui è pervaso l'occidente; infatti è ridicolo il credere di poterci esportare la democrazia (perchè è con la democrazia che si scelgono le dittature quando non si hanno gli strumenti culturali della libertà) e l'unico mezzo per poter difendere la nostra civiltà è cercare di contenere il più possibile le smanie e la volontà di prevaricazione di queste popolazioni arretrate; e perciò Israele è purtroppo destinato a prendersi sulle spalle il peso di questa responsabilità, sacrificando le sue generazioni e le sue forze per tutti. Quando leggo nomi di blog su internet come "Palestina rossa"; "Per una Palestina socialista e laica" ecc...da parte di certa sinistra, non posso fare a meno di sorridere di fronte alla disarmante ingenuità di queste persone, che sono vittime inconsapevoli forse non d'ignoranza, ma, appunto, di una malsana infatuazione che facilmente si propaga quando si trasforma col tempo in convenzione, in modello di aggregazione.

L'ALLEANZA TRA NAZISMO E ISLAM CONTRO LO STATO LAICO D'ISRAELE SEGNA LA NASCITA DELLE MODERNE FORME DI LOTTA CONTRO IL SIONISMO

L'esaltazione antisionista (che assume forme simili a una fede religiosa) e il bisogno di aggrapparsi a qualcosa per non cadere nel vuoto, ci fa dimenticare le radici naziste di tutti i gruppi terroristici di matrice islamica che tanto affascinano le masse. Il nazismo fu (ed è) un fenomeno storico di natura essenzialmente teocratica e religiosa, nato da 2000 anni di istigazione all'odio contro gli ebrei da parte del clero. Tutte le ideologie assolutiste e totalitarie sono legate da un unico filo conduttore e, ovviamente, anche le teocrazie islamiche, come quelle cattoliche, videro nell'avvento del nazismo un incarnazione delle loro più radicate aspirazioni politiche e di dominio universale. Il protagonista principale della nascita del moderno fondamentalismo islamico contro gli ebrei fu Al-Husayni, un feroce despota che nel nome dell'antisemitismo si alleò con Hitler e fece combattere 100.000 mussulmani nelle file dell'esercito nazista; fu tra i sostenitori della Soluzione Finale e fu complice nello sterminio di 4000 bambini ebrei che vennero destinati alle camere a gas. Finita la guerra Al-Husayni si rifugiò a Norimberga da dove rinsaldò segretamente i rapporti con i Fratelli Mussulmani, dei quali abbiamo molto sentito parlare dopo la primavera egiziana. A Beirut in particolare indottrinò e pose sotto la propria protezione quello che fu il capo storico del terrorismo palestinese ed internazionale: Yasser Arafat. Se chiedi a un giovane antisionista di sinistra che cosa hanno in comune con il comunismo questi elementi teocratici, la risposta, che non può trovare appigli razionali, scoprirà la maschera di una follia nascosta sotto le pieghe di mediocrità e convenzione, della necessità di sentirsi parte del branco.

cHI ERANO E CHI SONO OGGI I NEMICI D'ISRAELE E CHI MANOVRA I FILI DEI BURATTINI ANTISIONISTI?

TEOCRAZIE ISLAMICHE: Inutile dilungarci sull'ostilità delle teocrazie islamiche le quali furono, fin dall'avvento del nazismo, alleate di quest'ultimo e di Hitler e vedono nello Stato ebraico la minaccia dell'odiata laicità occidentale. Le teocrazie islamiche oggi sono l'oggetto dell'ammirazione e della stima più incondizionata da parte della sinistra radicale, a tutto vantaggio di crimini, esecuzioni e brutalità che si perpetuano ogni giorno in quei paesi. Ma l'odio contro Israele vale ben l'alleanza con qualche dittatura teocratica e criminale. Chissà cosa ne penserebbe Marx: lui è stato messo nel dimenticatoio e al suo posto c'è il ritratto di Amadinejad.

EBRAISMO TRADIZIONALISTA: Abbiamo già messo in chiaro come tutte le ideologie totalitarie, e perciò essenzialmente religiose, siano legate da un comune percorso di follia che le separa solo apparentemente ad occhi ingenui; così non ci dobbiamo affatto meravigliare e non dobbiamo cogliere come un paradosso il fatto che anche i rabbini radicali siano nemici d'Israele (essendo uno stato nato in contraddizione ai principi religiosi) e si mostrino complici e alleati dei moderni neonazisti e delle teocrazie islamiche. Il gruppo Naturei Karta sono un associazione dell'ebraismo religioso che rifiuta di riconoscere lo Stato d'Israele, proprio perchè considera il sionismo (movimento laico e progressista) come nemico dei propri principi totalitari. Uno dei suoi maggiori esponenti, Yisroel Dovid Weiss, visitò Teheran fraternizzando con Amadinejad e augurandosi che lo Stato d'Israele "venga al più presto disintegrato". Questi elementi considerano peraltro l'Olocausto come un sacrificio dovuto alla divinità e attendono l'avvento di un immaginario messia che porterà alla fondazione della terra promessa.

CLERO CATTOLICO: La chiesa cattolica (alleata e promotrice del nazifascismo) fu, fin dal primo congresso sionista alla fine dell'800, sempre uno dei più acerrimi nemici dello Stato d'Israele, fino a molto tempo dopo la nascista di quest'ultimo. Non c'è da meravigliarsene, infatti, quando ci si addentra nei sentieri della superstizione e dei dogmi, che hanno considerato per 2000 anni il popolo ebraico come "deicida", ogni interpretazione razionale tace, lasciando il posto a una analisi più appropriatamente psicopatologica sugli influssi dell'alienazione religiosa sui popoli e sulla storia. Pio XII stesso mostrò sempre una marcata e aperta ostilità verso lo Stato d'Israele, tanto che nel 1949 l'agenzia stampa Fides definì il sionismo come "novello nazismo", capovolgendo totalmente, al modo di ogni atteggiamento mentale dogmatico e irrazionale,  la realtà. Lo Stato d'Israele fu riconosciuto dalla teocrazia vaticana, solo nel 1993 dalle opportunistiche scelte diplomatiche di Woitjla e di una chiesa già in forte declino e in cerca di appoggi.

UTILI IDIOTI: Tra la bolgia dei fondamentalisti religiosi di ogni matrice e dei neo-nazisti,  si vanno ad aggiungere terzomondisti, pacifisti e pseudo-comunisti guidati, anche in buona fede, da nobile spirito "umanitario" verso il popolo palestinese, pilotato dall'alto attraverso astute tattiche mediatiche e caratterizzato da una profonda ignoranza e superficialità. Per questo non può esistere definizione più appropriata di "utili idioti", che candidamente fungono da armi mediatiche delle teocrazie e dei totalitarismi (naturali nemici d'Israele), individui, come  abbiamo appurato, per lo più indotti da una desolante mediocrità e vuoto esistenziale, che trova nell'esaltazione dei terroristi e dei fondamentalisti un pretesto di riscatto e un fluido "vitale".

 L'ANTISEMITISMO (OGGI DENOMINATO ANTISIONISMO) COME PRINCIPALE TRASLATO PSICOLOGICO DEI SEDIMENTI RELIGIOSI OSCURANTISTI NELLA MENTALITA' DELLE MASSE.

Sarebbe fin troppo candido e ingenuo circoscrivere i nazisti odierni ai greci di Alba Dorata, all'autore della strage di Utoya in Norvegia, al Ku Kux Klan e a tutti quei fenomeni ufficialmente riconosciuti e definiti, magari con le svastiche tatuate sul braccio. Ovviamente non discuteremo di questi, ma accenderemo i riflettori della nostra analisi socio-culturale sul nazismo occulto, serpeggiante, subdolo, nascosto sotto i veli del buonismo, dell'anelito di giustizia, del terzomondismo, ma che usa questi pretesti per esprimere una mentalità e un'inclinazione di natura puramente religiosa e medievale, infusa dal clero nella mente dei popoli in duemila anni di indottrinamento, diretto o indiretto: l'antisemitismo. Tradotto in termini analitici come "odio verso il popolo che in soli due secoli dall'avvento dell'Illuminismo ha avversato più coraggiosamente gli strascichi della tradizione medievale cristiana ed è stato il maggior promotore di civilizzazione e progresso sociale". Tutto qui. Questa è l'unica, inconfutabile ragione dell'odio, tutto il resto è pretesto, giustificazione. Potrebbe sembrare assurdo e paradossale il fanatismo filo-palestinese e filo-islamico delle nuove generazioni a cui piace definirsi "comuniste" o "anarchiche" senza nemmeno conoscere il significato del termine, se non si prendesse in considerazione lo strascico psicologico (per lo più inconscio) infuso dai pregiudizi e dalla superstizione cristiana che ha attraversato un enorme numero di generazioni. Queste impronte psicologiche si insinuano sotto forma indefinita, a livello sociale, trovando terreno fertile soprattutto in periodi storici di "passaggio". C'è da precisare che colui che è succube di questi substrati culturali non ne è cosciente, ma ha la certezza che le sue convinzioni siano giuste, che  scaturiscano dalla sua personale analisi della realtà, senza il più pallido sospetto che esse possano essere guidate, forzate da "strati sociali medievali in via di estinzione e in lotta per la sopravvivenza" (come li definì Engels) che, ovviamente, trovano nella persecuzione del popolo ebraico il maggiore appiglio per la perpetuazione dei propri privilegi e del parassistismo clericale.

LETTERA DI AMADINEJAD A BENEDETTO XVI: SANTA ALLEANZA CONTRO LA LAICITA'

Abbiamo già messo in luce come ogni assolutismo religioso e totalitarismo siano legati indissolubilmente da un unico filo conduttore, di come la laicità e la civilizzazione, di cui Israele incarna i principi, siano minacciate dal drago religioso in ogni parte del mondo e non possiamo tralasciare il discorso sull'evidente ammiccamento e naturale accordo fra teocrazia islamica e vaticana. Già non molto tempo fa Ratzinger affermò che "gli islamici non odiano i cristiani, ma la deriva relativista dell'occidente", giustificando in questo modo moralmente ogni complotto anti-israeliano e anti-occidentale. Ma non dobbiamo dimenticare l'accorata lettera scritta da Amadinejad al Papa con queste precise richieste: "Nella lettera Ahmadinejad ha chiesto ai fedeli delle religioni divine di guidare la battaglia per instaurare la giustizia, sradicare l'oppressione e sconfiggere le pratiche discriminatorie. In sintesi il presidente iraniano, si legge nel sito web della presidenza iraniana, ha offerto al Papa la disponibilità dell'Iran a creare un cambiamento nell'attuale ordine mondiale"(Fonte: Corriere.it) Se la lettera di Amadinejad non vi ha ancora del tutto convinti perchè scritta da un despota lontano, leggerete un appello simile scritto dal ministro degli esteri italiano Frattini.

LETTERA DI FRATTINI ALL'OSSERVATORE ROMANO PER AUSPICARE ALLEANZA FRA CRISTIANESIMO E ISLAM CONTRO LA L'ATEISMO

Nel 2010 l'allora ministro degli esteri Franco Frattini scrisse un accorato appello in una lettera all'Osservatore Romano, auspicando l'alleanza fra mussulmani e cristiani contri l'ateismo e il realativismo: "Cristianesimo e Islam devono allearsi contro il relativismo e l'ateismo,
fenomeni perversi" (testuali parole). Insomma il ministro Frattini, ovviamente sotto dettatura della monarchia sacerdotale vaticana, ammicca a sua volta ad Amadinejad per una santa alleanza contro i cattivi relativisti che minacciano il potere assoluto e la libertà dei despoti. Una cosa è certa: Frattini si è guadagnato un soggiorno nel paradiso islamico assieme a 75 vergini da soddisfare, mentre noi e Israele ci troviamo ad affrontare la più grande minaccia alla civiltà che, bene o male, ci siamo costruiti: il monolito teocratico mediorientale.

LA NASCITA D'ISRAELE, I KIBBUZ, L'AVAMPOSTO DELLA CIVILTA' IN MEDIORIENTE E IL DOVERE INELUTTABILE DELL'OCCIDENTE ALLA SUA DIFESA.

Lo Stato d'Israele è innanzitutto un diritto inalienabile di un popolo ad avere una terra propria e un punto di riferimento fondamentale, nasce soprattutto dalla necessità della comunità ebraica di fuggire alle persecuzioni fomentate dal clero cattolico, ortodosso e dalla chiesa protestante, per l'incontenibile odio coltivato in 2000 anni di oscurantismo cristiano. E' convinzione diffusa che Israele tragga il suo consenso in Occidente da un ipotetico "senso di colpa" che eserciterebbe sui governi in seguito all'Olocausto della  persecuzione nazista. Questa posizione è a dir poco farneticante, in quanto la difesa degli interessi e dell'esistenza stessa dello Stato d'Israele è indissolubilmente legata alla difesa delle radici storico-culturali post-illuministe dell'intero Occidente, delle quali Israele è un avamposto, se vogliamo escludere il debito incancellabile che avremo sempre verso il popolo ebraico, per i motivi da me più volte esposti, cioè le conquiste di cui oggi possiamo godere e dalle quali dipende la nostra stessa esistenza. Per capire profondamente la nascita e lo spirito di Israele (nonchè la follia paradossale dell'antisionismo) è necessario premettere che gli ebrei in Occidente, dopo la Rivoluzione Francese, furono i fondatori delle più grandi correnti riformatrici e rivoluzionarie, come il comunismo, nonchè i principali promotori di progresso sociale e conquiste scientifiche. Fin dall'inizio questo contributo all'emancipazione elargito dal popolo ebraico si attirò l'odio e il livore del clero cattolico, ortodosso e di ogni altra confessione cristiana ed oscurantista, che mai riuscì ad accettare il fatto storico-culturale della Rivoluzione Francese. Il Sionismo fu una corrente politica di matrice laica, progressista e socialista, i cui primi esponenti furono Theodor Herzl (giornalista e scrittore ungherese), David Ben Gurion (ateo e socialista, che fece parte dei primi pionieri sionisti dei Kibbuz). Non mi dilungherò in digressioni sulle trattative internazionali che portarono alla decisione dell'ONU di riconoscere lo Stato d'Israele, ognuno se ne può documentare: Israele nasce dal sacrificio e dalla cooperazione delle prime comunità ebraiche stanziate in Palestina; comunità che rispondevano ai principi di un popolo che, governato da un incommensurabile spirito libero, esigevano, già alla fine dell'800, la parità di diritti fra uomo e donna, l'abolizione della proprietà privata, l'abolizione del concetto di famiglia nel senso borghese del termine, istituendo l'educazione pubblica della prole e la più  incondizionata libertà individuale. Queste comunità si chiamavano Kibbutz, e rappresentavano un avanguardia di progresso civile e umanistico inconcepibile in qualsiasi altra parte del mondo d'allora. Queste comunità di pionieri, di uomini e donne veramente liberi da condizionamenti mentali secolari, quali ha dovuto subire l'Occidente in 2000 anni di oscurantismo cristiano, giunsero su queste terre desolate, prive di ogni risorsa, pietrose e desertiche, dove nessun popolo avrebbe potuto sopravvivere se non avesse posseduto tale passione, volontà di sacrificio e genialità. Queste persone trasformarono quel territorio ostile in una terra fiorente e civile come la vediamo adesso.

IN CONCLUSIONE:

Possiamo davvero credere (come fanno molti) che non esisterebbe conflitto fra Islam e Occidente se non esistesse Israele? Sarebbe un errore simile a quello proclamato da Cavour il 17 marzo 1861: "libera chiesa in libero stato", senza prendere in considerazione il fatto che la teocrazia e l'assolutismo sono le uniche forme di governo e di pensiero che non contemplano reciprocità e rispetto verso "l'altro da sè" e, anzi, l'unico scopo della loro esistenza è proprio il dominio del mondo e la demolizione di tutto ciò che non corrisponde alle loro convinzioni; lo stesso ragionamento vale nei confronti delle società teocratiche mediorientali che minacciano gli israeliani (e che sono lo specchio di ciò che saremmo noi se non ci fosse stata la Rivoluzione Francese) le quali odiano Israele come incarnazione di una particolare conquista dell'Occidente, dopo due millenni di oscurantismo, che quelle popolazioni senza speranza non conosceranno mai: la laicità, ovvero il semplice e banale rispetto. Non è difficile ragionare sull'ovvia conseguenza che comporta il porgere aiuto a chi non può riconoscere i nostri principi, vediamo cos'è successo ad Arrigoni (assassinato proprio da coloro che avrebbe vovuto sostenere a causa del suo stile di vita), che sicuramente era in buona fede e convinto di essere nel giusto, quindi merita rispetto, ma ragionava, come al solito succede, con le sue categorie mentali, non prendendo in considerazione il fatto di trovarsi di fronte ad una realtà capovolta, dove queste non sono contemplate. La libertà non si esporta; la laicità non si esporta; la democrazia non si esporta, sono queste tutte faticose conquiste di secoli e innumerevoli conflitti generazionali che forse nell'altro emisfero non avverranno mai, ma non si potrà mai inneggiare masochisticamente alla rinuncia della propria autodifesa, così come non possiamo chiedere a Israele di rinunciare alla propria sicurezza finchè sapremo di essere ipocritamente al sicuro nei nostri paesi e di poter, in tal modo, fare impunemente gli "eroi buoni", con il fazzoletto dei palestinesi ormai inseparabile come la coperta di Charlie Brown perchè che ci dona un aria da guerriglieri romantici.

"Pace per Israele significa sicurezza, e dobbiamo con tutti i nostri mezzi proteggere il suo diritto a esistere. Israele è uno degli importanti avamposti della democrazia nel mondo, è un meraviglioso esempio di come una terra arida può essere trasformata in un oasi di fratellanza e di democrazia. Pace per Israele significa sicurezza, e la sicurezza dev'essere reale".
Marthin Luther King

Alessia Birri, 21 settembre 2012

E-mail: aleph1968@hotmail.it

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10 commenti:

  1. Mai letta un' accozzaglia di luoghi comuni come questa ... continua a dipingere, ci fai più figura!

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  2. http://upload.wikimedia.org/wikipedia/en/8/84/Mapaisymbol.PNG

    עַם יִשְרָאֵל חַי

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  3. Ottima raccolta Alessia, bisogna dire la verità.

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    1. Quale "verità"? Quando Ponzio Pilato chiese a Gesù di mostragli la verità, non lo degnò di una risposta. Chiaro, cosa avrebbe dovuto dire ad un antenato degli italiani catto-comunisti??? Degli italiani lecca preti davanti e bolscevichi dietro? Degli italiani intellettualmente promiscui al limite della schizofrenia??? Parlate di tutto, ma non di VERITÀ!!!

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  4. Anch'io sono amico d’Israele, ma ci tengo a precisare che NON sono un comunista (soprattutto italiano ed "equidistante" come Massimo il baffino)! Piccola lezione di storia: “«Voi (Israele e tutti coloro cha hanno timore di Dio) calpesterete gli empi, che saranno come cenere sotto la pianta dei vostri piedi, nel giorno che io preparo», dice il SIGNORE degli eserciti.” (Malachia 4:3) A proposito di eserciti, non c’è n’è stato uno solo in millenni di storia in grado di annientare Israele. Non uno! Perché? Dio promise ad Abramo (ca. 3.000 anni fa) che chi avrebbe benedetto Israele, sarebbe stato benedetto e chi lo avrebbe maledetto, sarebbe stato maledetto. Trovatemi un Paese anti-sionista dichiarato dove viverci non è una maledizione? Stranamente la maggior parte delle dittature odierne sono nella stragrande maggioranza comuniste o arabo-filo-comuniste legate stranamente da un unico collante: l’anti-sionismo. E voi, comunisti (soprattutto italiani) come lo chiamate questo, oppio o arsenico dei popoli? Dai, un po’ di lucidità e coerenza non vi farebbe male.

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  5. Buongiorno, grazie a tutti per i commenti. David Colmano: grazie anche a te ma ti pregherei di non includermi, usando il "voi", nel novero dei sedicenti comunisti italiani , rappresentati fondamentalmente da soggetti miserabili che trovano nel fondamentalismo islamico l'energia irrazionale adatta a colmare i propri vuoti, che non hanno mai letto un libro di Marx, che non sanno chi sono, dove vanno e la volontà dei quali è, come ho già chiarito nell'articolo, facilmente indirizzata da poteri dittatoriali (in questo caso islamisti) e da tattiche mediatiche. Ho recentemente discusso in un blog di sinistra chiedendo se non si vergognassero a sostenere il regime islamico iraniano, mi hanno consigliato di leggere i libri di Komeini perchè mi avrebbero "illuminata" (!). Se non si fosse capito voglio fare una precisazione: sono una persona indipendente, penso con la mia testa, non appartengo a nessun partito e, soprattutto, non devo rendere conto a nessuno di ciò che scrivo; questo blog è amministrato unicamente da me, non ci sono collaboratori.

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    1. Ma Vittorio Arrigoni dove lo mettiamo, insieme agli ayatollah o tra i nazisti?

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    2. Per rispondere a Massimo di Natale.
      Lo lasciamo dove si era messo lui, con le sue stesse mani. Che poi, esattamente come il figlio di Donat Cattin, abbia vissuto da infame ma sia morto da eroe, è tutt'altra faccenda.
      http://tg24.sky.it/static/contentimages/original/sezioni/tg24/mondo/2011/04/15/arrigoni_hamas.jpg

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    3. Grazie di esistere, Alessia.

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  6. Buonasera Alessia, apprezzo la tua Passione rigorosa, la tua ampia sensibilità, e il tuo stile deciso e ascensivo, inoltre sei anche una bella donna e non lo dico per leggittimare la laidezza pornografica diffusa dai media, ebraici, circonfusa come una nuvola di vero oppio sui vuoti zombi che corrono per l' Italia, ma perchè la bellezza esteriore è fenotipicamente e razzialmente connessa con la Buona Estetica esteriore. Se vuoi risvegliarti dall' incubo comunista visita il mio blog: elitarismo.it, scritto in uno Stile molto più vivido e VITALE del tuo. Se in te vige l' Onestà ti manderà in sollucchero.

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